Associazione Culturale

Periodico quindicinale dell'Università delle Genti
sede: Aosta via Monsignor
de Sales 16, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Mariella Pintus -
redazione: Michele Peyretti, Silvia Garbelli, Roberto Chiaramonte -
Autorizzazione Tribunale di Aosta n. 13 del 16 maggio 2005
UN
GIRO TURISTICO IN VALLE D’AOSTA – Piccolo itinerario, grandi scoperte
Scrivo questo non per i valdostani ma per quelle che persone di varia provenienza che leggono “La Veillà” e vorrebbero compiere un “tour” nella nostra Valle. Si tratta di una piccola regione ma ricca di fascino, incastonata fra le montagne come una pietra preziosa in un anello. Molte persone conoscono le località più famose per esservi andate a sciare ma questo non significa avere compreso a fondo l’anima della Valle d’Aosta che è nascosta nei suoi boschi, nei piccoli villaggi circondati da “alte” vigne, nei numerosissimi castelli leggiadri o severi che fungono da vedetta e pare proteggano ancora il popolo valdostano, negli impetuosi torrenti e negli innumerevoli laghetti che come cerulei occhi riflettono il cielo.
Queste meraviglie sono il premio per gli appassionati escursionisti che raggiungono i borghi più alti, come l’Alpenzu, vero gioiello a 1800 metri di quota, dodici case di tipologia walzer, un museo, una cappella ed una vista meravigliosa… Ma poi non c’è che l’imbarazzo della scelta, fra cascate e alpeggi, cappelle e santuari legati ad una profonda religiosità (ricordiamo quello del lago Misérin e quello più alto di Cunéy a 2562 metri).
Non dimentichiamo poi tutte le feste tradizionali, le manifestazioni di fede con suggestive processioni e gli antichissimi giochi legati alla cultura montanara. I costumi, i caratteri, le abitudini, il modo di parlare e di cantare dei valdostani cambiano da un borgo all’altro, da una valle all’altra. Ricordiamo che Papa Giovanni Paolo II aveva scelto la nostra vallata per le sue vacanze estive e la sua meta preferita era il Col du Bard, poco fuori Aosta. Da qui si gode di uno dei panorami più belli di tutta la Vallèe: la Dora, i foltissimi boschi e soprattutto le alte vette fra le quali spicca in tutta la sua imponenza, il Monte Bianco, panorama apprezzato anche dal Papa quando compiva le sue passeggiate ristoratrici.
Accompagnato dalla sua scorta quasi invisibile, Giovanni Paolo si recava sovente nei boschi presso Introd dove incontrava turisti o pastori con i quali si intratteneva cordialmente. Introd è un borgo abbracciato ad uno sperone di roccia posto alla confluenza della Dora di Rhemes con il torrente Savara, in un contesto davvero splendido. Nel paese sono notevoli alcune antiche costruzioni, tra cui la Chiesa parrocchiale del XVI secolo, ed altri edifici tipici, ma soprattutto suscita ammirazione il castello voluto da Pietro Sarriod che risale al 1260 e si affaccia su un orrido profondo novanta metri.
Il maniero è a pianta circolare ed è caratterizzato da una torre imponente apprezzata anche dal pittore inglese William Turner, considerato a tutti gli effetti l’antesignano degli impressionisti. Negli anni il castello fu distrutto da un incendio ma poi fu ricostruito ed ancora oggi conserva mobili del ‘400 e del ‘500. Anche se di proprietà privata, è stato aperto al pubblico che oltre alla visita potrà abbracciare uno splendido panorama dalla sua torre.
Un altro luogo da visitare ad Introd è il “Parc animalier”, un’oasi in cui è possibile incontrare i tipici animali della montagna: picchi, marmotte, stambecchi e camosci, cervi e camosci. C’è anche una trattoria nella quale è possibile gustare le specialità della Valle, dalla polenta concia alla “carbonnade”, accompagnati da buoni vini, il che non guasta poiché si può far cultura anche in cucina.
Seguendo sempre le orme del Papa ci portiamo sulla Comba del Vertosan alla quale si giunge in modo facilissimo: da Aosta si prosegue per Saint-Pierre, Saint-Nicolas, per giungere infine a Vens: una piccola chiesa, un grappolo di case, un alberghetto di “Charme” e tanto tanto verde che ci conduce ad una strada sterrata che da lì ci porta ad un laghetto pittoresco e ad un ampio prato dove ogni anno si svolge la battaglia delle mucche, le famosissime “Reine”.
Questo luogo, popolato di alpeggi, vede la corsa del torrente Vertosan fiancheggiato dalla strada che si conclude a Jovencan che si spopola per alcuni mesi dell’anno ma che in estate ci offre ospitalità a “Lo Gran Bau” di Laurent Marcoz, uno dei traguardi più ambiti dagli escursionisti che dopo aver ammirato le bellezze della natura, possono rifocillarsi con ottimi cibi: carbonada accompagnata dalla polenta, frittate con le erbe selvatiche, saporiti formaggi, salumi fatti in casa, e delizia delle delizie, castagne bollite da gustare con il burro di alpeggio o con il miele; pane nero di segale e vini del luogo arricchiscono questo menu montanaro e per concludere torte casalinghe, in genere crostate di mele e liquori alle erbe fra i quali non può certo mancare il genepì.
A
Jovencan, la carrozzabile finisce ma il sentiero prosegue attraverso i boschi
che si fanno via via sempre più radi, sino a raggiungere i due laghi di Zyoule,
che valgono la fatica per raggiungerli poiché sono talmente belli che hanno
ispirato numerose leggende. La nostra visita alle bellezze nascoste della Valle
d’Aosta, non termina qui, riprenderemo il viaggio molto presto e nel frattempo
ci auguriamo che le persone (un turismo colto ed attento) giungano sempre più
numerose nella nostra Valle.
Ermenberga