Associazione Culturale


Periodico quindicinale dell'Università delle Genti

sede: Aosta via Monsignor de Sales 16, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Mariella Pintus - redazione: Michele Peyretti, Silvia Garbelli, Roberto Chiaramonte - Autorizzazione Tribunale di Aosta n. 13 del 16 maggio 2005

LA VEILLA’ FUORI PORTA - Notizie dal mondo vicino

Anche quest’anno la nostra redazione è stata invitata a seguire la cicloturistica amatoriale organizzata dai maggiorenti di Casorzo, signori: Francesco Cima (patron magnifico e l’instancabile Natale Degiovanni. Vi ricorderete che è stato pubblicato anche un articolo che riguardava quel dolcissimo nettare degli dei che è la malvasia che abbiamo messo a confronto con quella di Nus, come in un simpatico gemellaggio.

Ma torniamo alla nostra cicloturistica che si è svolta nello splendido ambiente dei COLLI DI-VINI, nel cuore del Monferrato. Da Casorzo a Casorzo attraverso pittoresche colline, vitigni e boschi ma soprattutto pittoreschi paesi tra i quali (consentiteci un po’ di partigianeria) emerge Casorzo vera patria della “malvasia DOC”.

Il percorso di 74 chilometri è stato percorso a buona andatura, tenendo conto della presenza, in drappello di una gentile signora francese: Gaetane Carron (che ha ben figurato) e del suo fidanzato: mister Séan O’ Callaghan. Come lo scorso anno il “tours” è stato appannaggio dello stesso rappresentante dei Vigili del Fuoco di Asti che già aveva vinto lo scorso anno, ma dobbiamo dire che tutti si sono comportati con onore ed i festeggiamenti sono stati distribuiti con equità tra vincitori e vinti.

A causa del “Giro d’Italia” non erano presenti, in mostra, le bici BMC ma abbiamo ottenuto una loro partecipazione per l’anno prossimo con persone della Valle d’Aosta dove la BMC è rappresentata proprio nel Capoluogo. E quella sarà davvero l’occasione per un brindisi con l’ottima malvasia che nasce sui colli casorzesi ed è di assoluta eccellenza. Prima di chiudere due notizie su Casorzo che come insediamento ha origini celtiche.

Si dice che alcuni casari chiamati da Plinio “Casurciuli” si riunissero per motivi di difesa proprio sull’altura che essi prese il nome: Casurcium o Casurtium. Intorno all’anno 1000 cominciò a prendere vita il Comune sul quale si estese per qualche tempo il dominio della città di Asti. L’Imperatore Carlo IV lo infeudò al Marchese Giovanni Paleologo che lo suddivise a sua volta tra le diverse famiglie del luogo. Nel 1621 divenne Contea sotto il dominio di Giovanni Francesco Picco. Dopo la Rivoluzione francese seguì le sorti del regno dei Savoia e tutte le vicissitudini sino all’Unità del Paese.

L’abitato. A circa 15 km. da Asti, è adagiato tra le colline del Monferrato quindi il paesaggio che lo circonda è ricco di vigneti da cui si producono DOC rinomatissimi. Nel concentrico si trovano la parrocchiale barocca di San Vincenzo risalente al 1730 con alcune opere d’arte notevoli e situata in posizione dominante, la chiesa della Madonna delle Grazie documentata già nel 1180 e ristrutturata nel 1800. Non manca una bella torre medioevale che si erge fuori dal borgo, in mezzo alla campagna.

Non fatevi mancare l’occasione di visitare, se già non l’avete fatto, questo gioiello del Monferrato.

La Redazione