Periodico quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio

sede: Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - Autorizzazione del Tribunale di Aosta n° 2 del 18 marzo 2008 

All’Aiguille des Glaciers rievocazione per gli scomparsi del B17

Era il novembre del 1946 quando un B17, una fortezza volante utilizzata nell’appena terminato conflitto mondiale, sparì senza lasciare traccia nel suo volo da Napoli a Londra. Un anno più tardi, sul versante francese dell’Aiguille des Galciers, trovò alcuni rottami di quello che venne identificato come il B17 scomparso. Su questa cima del Monte Bianco, aspra e al contempo affascinante, negli anni seguenti vennero trovati i reperti sparsi di quello sfortunato aereo e dei suoi otto componenti dell’equipaggio. Grazie all’intraprendente sforzo documentativo di Gianni Boschis, Frédéric Blond e Francis Raout e di un gruppo di appassionati francesi e italiani, è iniziata una ricerca volta non solo a far luce sulle circostanze dell’incidente, ma anche sulla storia dell’aereo e del suo equipaggio. L’estate del 2010 ha visto nascere un Comitato per la commemorazione dell’equipaggio del B-17 costituito da italiani, francesi e americani. Finalmente sabato 3 settembre 2011, partendo dal Rifugio Elisabetta Soldini in Val Veny, parenti delle vittime, esponenti della politica e delle comunità civili e militari, hanno potuto raggiungere il luogo dove è stata posta una targa commemorativa e celebrare una funzione in ricordo e in onore di quei caduti. Erano presenti la Signora Anne Lofton Cobb, figlia di uno degli ufficiali di bordo e presidente del Comitato, il sindaco di Courmayeur Fabrizia Deriard, il console Robert J. Palladino, Giorgio Zoia, presidente del CAI, Gianni Boschis, coordinatore del comitato, Francis Raout e Edoardo Pennard che da anni si prodigano per ritrovare i resti del B17. Dopo che è stata scoperta la targa commemorativa con i nomi delle otto vittime, alla presenza di un picchetto del quindicesimo Airlift Squadron dell’United States Air Force comandato dal colonnello Rebecca Sonkiss, di un picchetto dell’Aeronautica Militare Italiana, dei parenti delle vittime e dei numerosi convenuti, Don Roberto Marongiu, parroco di Entrèves, ha officiato una breve cerimonia. Così, 65 anni dopo quel tragico impatto, le cime delle nostre montagne continueranno a custodire nel silenzio e nella pace il ricordo di quegli otto uomini valorosi e sfortunati.

Roberto Chiaramonte – 12 settembre 2011