
Periodico di approfondimento del Centro Studi Nuovo Millennio
sede: via Circonvallazione 161- Verrés (AO), tel. 01251892266 - 01251890130 mobile 3491012016 - Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Alberto Papagni, Maria I. Tardugno, Alberto Casazza - Autorizzazione del Tribunale di Aosta n° 2 del 18 marzo 2008
Anche
Il 22 marzo, nella convocazione a Roma voluta dal Ministro
dell’Interno Roberto Maroni con i Presidenti delle Regioni e delle Province
autonome in riferimento all’emergenza umanitaria creatasi nei paesi del Maghreb,
anche
Il Presidente della Regione Augusto Rollandin ha confermato
che “anche
Come sottolinea il Sindaco di Verrès Luigi Mello Sartor che ha partecipato alla convocazione dei sindaci da parte di Rollandin: “La richiesta che viene fatta ai Comuni è sopportabile dalle amministrazioni e, oltre ad essere necessaria la nostra disponibilità, opposizioni a questo impegno sarebbero controproducenti e inutili infatti, in caso di rifiuto, si provvederebbe nei termini di legge a farlo rispettare. Noi abbiamo deciso di aderire spontaneamente alla richiesta precisando il numero di profughi che, a nostro giudizio, Verrès può ospitare, cioè un massimo di due. È ovvio che terremo presente la discrepanza tra profughi e clandestini che, di fatto, non sono oggetto del provvedimento. La nostra politica di accoglienza, pur essendo improntata allo spirito umanitario e di integrazione, è sempre stata mirata al controllo della legalità e del rispetto dei nostri cittadini, delle istituzioni e delle nostre leggi.” Comunque il Presidente Rollandin ha chiarito che: “Nel corso dell’incontro con Maroni e alla presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, abbiamo ribadito l’impegno preso e la disponibilità ad ospitare i profughi, con le modalità già definite. Ci siamo espressi invece contrariamente sull’opportunità di organizzare tendopoli per i clandestini. Il Governo incontrerà lunedì i rappresentanti tunisini per poi riaggiornare il tavolo dell’emergenza. Sarà quella l’occasione per riaffrontare la questione.”
Michele Peyretti - marzo 2011