
Periodico quindicinale
del Centro Studi Nuovo Millennio
sede:
Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore:
Michele Peyretti -
redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - in attesa dell'Autorizzazione Tribunale
di Aosta
Poligrafico S.p.A.
un’eccellenza che non deve morire.
A fianco dello splendido castello Challant, un simbolo di
Verrès è la moneta bimetallica logo della Verrès SpA, simbolo dell’identità dei
verrezziesi con la loro più importante industria, società controllata
dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La Verrès SpA nasce agli inizi
degli anni settanta quando la
Cogne affidò alla nuova fonderia la monetazione su
Acmonital,
un acciaio inossidabile ferritico studiato dalla Cogne già nel 1939. Ma la Verrès SpA non è solo una
fonderia di metalli, è un simbolo della cultura, soprattutto nel suo ramo di
fonderia d'arte,
vero atelier di trasposizione nel metallo del genio creativo di artisti di fama
internazionale tramite il procedimento della fusione a cera persa. Da alcuni
anni questo polo di eccellenza industriale e culturale versa in un sempre più
grave stato di crisi e, recentemente, rischia la chiusura. Fortunatamente il 24
maggio la Regione Valle
d'Aosta, tramite la Finaosta,
ha deciso che rimarrà nell'azionariato della Verres spa con il proprio pacchetto
del 27 per cento per seguire e supportare gli sviluppi dell'apertura del bando
di vendita della azioni della Zecca dello Stato (56 per cento) e le possibili
fasi di riorganizzazione. Questo quanto comunicato dal presidente della Regione,
Augusto Rollandin e l'assessore regionale alle attività produttive, Ennio
Pastoret in un incontro avuto con i sindacalisti Gabriele Noto della Uilm,
Enrico Monti della Cgil, Vittorio Albanese della Cisl e Edy Paganin del Savt. Il
27 maggio, dopo l'assemblea dei soci e l'incontro sul futuro dell’azienda,
Regione e sindacati si incontreranno per discutere del futuro della Verrès SpA.
Purtroppo l'invito a manifestare interesse per la creazione di una
partnership di
natura industriale, commerciale e finanziaria con l'azienda fino
ad oggi non ha ottenuto riscontri importanti né certi. Eppure, al di là del ramo
industriale, che comunque è all’avanguardia nel mondo, la fonderia d’arte è
quasi unica per professionalità, tecnologie e know-how, anzi, vi sono solo tre
aziende in tutto il mondo con queste capacità e le altre due si trovano in
Giappone e in Venezuela. “Occorre
fantasia e intuito per ottenere risultati, soprattutto nei momenti di crisi.
– ci dice Guido Corniolo, segretario generale del sindacato Savt e già Capo
servizio dei Servizi Culturali, Direttore della Gestione dei Beni Culturali
dell'Assessorato Istruzione e Cultura –
Noi potremmo abbinare la splendida struttura del Forte di Bard alla Verrès SpA
abbinando stages e corsi per fonditori di livello internazionale, ospitare
scultori da tutto il mondo che vengano a fondere le loro opere alla Verres Spa
ed esporle nel Forte di Bard per creare un evento che possa
attirare non solo allievi desiderosi di apprendere le migliori tecniche e
artisti, ma
anche un turismo culturale d’èlite che agirebbe da volano per rilanciare il
settore della fonderia d’arte a Verrès. Per ottenere risultati notevoli, bisogna
investire nel ‘migliore’, scegliere la qualità piuttosto che la quantità. È come
per la mostra che abbiamo voluto dedicare a Joan Mirò al forte di Bard, in cui
sono raccolte 192 opere di grande valore, riunite nell'esposizione dal titolo “Poème”;
si poteva organizzare una mostra più semplice, meno impegnativa, ma non avrebbe
garantito un interesse ed un ritorno adeguati. Allo stesso modo, per rilanciare la Verrès SpA noi dobbiamo puntare
in alto, partendo dalle sue eccellenze per ridarle il giusto posto che merita
non solo in Valle, ma nel mondo.” In attesa degli sviluppi, ci auguriamo che
prevalga il coraggio di sostenere un’azienda di tale importanza, innanzitutto
per chi ha speso anni di duro lavoro al suo interno e, in secondo luogo, perché
la sua perdita sarebbe un grave depauperamento per l’Italia e non solo
la Valle
d’Aosta.
Michele Peyretti – 26 maggio 2011

