Periodico quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio

sede: Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - in attesa dell'Autorizzazione Tribunale di Aosta 

Il ritorno sulla luna passa anche da Verrès

 Nell’ambito del progetto Steps (Sistemi e Tecnologie per l'Esplorazione Spaziale) i cui capofila è Thales Alenia Space – Italia e che ha come obiettivo l’esplorazione (robotica ed umana) planetaria, la sede di Verrès del Politecnico di Torino - partner del “Team Italia” – è coinvolto in prima persona e allarga i confini della sua attività allo Spazio. Il progetto Steps intende studiare e sviluppare e produrre una serie di dimostratori (prima virtuali e poi fisici) di tecnologie finalizzate allo sviluppo di un sistema per operazioni di atterraggio morbido (lander) e di mobility di superficie (rover) applicabile sia per missioni robotiche sia per missioni con equipaggio. Il Professor Giancarlo Genta, docente del Politecnico e vice presidente del Centro interdisciplinare sulla meccatronica (con sede nel polo tecnologico verreziese), durante una conferenza sugli 'Inventori di ieri e di oggi, ci ha chiarito quali studi e progetti verranno sviluppati nella sede dell’Università di Verrès. “Stiamo lavorando nei laboratori del Politecnico di Verrès per realizzare il modello di una macchina destinata a perlustrare il suolo della Luna, un’evoluzione del famoso “Rover lunare” delle missioni Apollo le cui immagini ci hanno esaltato quando lo abbiamo visto correre tra i crateri del nostro satellite durante le missioni di Apollo 15, 16 e 17. Quel veicolo permise agli astronauti di espandere di molto l’esplorazione della superficie lunare. Il suo primo impiego risale al 31 luglio del 1971 durante la missione Apollo 15 e, dall’ultima missione è rimasto ‘parcheggiato’ sulla luna. Quello che i nostri ricercatori stanno progettando a Verrès è un’evoluzione di quella prima vettura il cui compito sarà di percorrere almeno 500 metri e trasmettere immagini e dati alla Terra; in particolare i ricercatori progettando il mezzo, le ruote, e gli ammortizzatori elettromagnetici che permetteranno di recuperare l'energia sviluppata nell'atterraggio del lander per ricaricare delle batterie.” Questa ricerca rientra nell'ambito del “Google Lunar X Prize”, il concorso riservato a privati per far arrivare un robot sulla superficie della Luna, ma prima ancora che il progetto divenga realtà, ci inorgoglisce che la nostra Università valdostana partecipi ad uno dei progetti più ambiziosi e tecnologicamente avanzati dell’ESA nella corsa alla conquista dello spazio.

Michele Peyretti – maggio 2011