
Periodico quindicinale
del Centro Studi Nuovo Millennio
sede:
Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore:
Michele Peyretti -
redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte -
Autorizzazione del Tribunale di Aosta n° 2
del 18 marzo 2008
Chi fa da sé fa per tre, la VdA vuole regionalizzare il suo
treno.
È un vecchio e saggio detto che, nel nostro caso di Regione Autonoma,
assume una valenza ben maggiore. Sarà l’esasperazione dei pendolari, dei turisti
che vedono la Vallèe
come una meta irraggiungibile in treno, degli albergatori e degli operatori del
turismo che perdono presenze, ma questa volta forse ci siamo, non solo
Marguerettaz è sceso in campo sul piede di guerra contro Trenitalia, ma tutta la Regione, compreso il suo
Capo Augusto Rollandin. Pochi ma chiari i punti: completare, nel più
breve tempo possibile, la regionalizzazione della tratta valdostana della
ferrovia; aumentare l'interesse sovra regionale e internazionale sul progetto
della direttrice ferroviaria Aosta-Martigny; individuare le soluzioni ai disagi
quotidiani degli utenti. È una risoluzione, sottoscritta dai capigruppo della
maggioranza, al termine del dibattito sulla petizione sottoscritta da 3.456
utenti con la quale si sollecita l'elettrificazione della ferrovia
Ivrea-Aosta-Pre' Saint Didier. Le intenzioni sono chiarissime, la loro
attuazione un po’ più difficoltosa e bisognosa di riflessione. Il costo
dell’operazione, solo per l’elettrificazione della tratta Aosta-Ivrea è
stimabile in circa 80 milioni di euro con la necessità in oltre di ampliare le
gallerie ed intervenire sul materiale rotabile. Un’opzione considerata prevede
la realizzazione di una variante tra Chatillon e Verres per bay passare le
gallerie, opzione che costerebbe 300 milioni di euro ma prevede anche un seondo
bay pass che la collegherebbe direttamente alla Torino Milano, cosa osteggiata
dai chivassesi. Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin propone una terza
ipotesi che vedrebbe la costruzione ex novo di una linea adiacente
all’autostrada. Se gli attuali disagi, più simili alle piaghe d’Egitto che non
ad un sopportabile disservizio, mettono tutti d’accordo, la bagarre si scatena
quando l’opposizione accusa la maggioranza di debolezza nella gestione del
problema, e la maggioranza replica di avere acquistato i “Minuetto” per
migliorare il servizio, oltre ad aver stanziato ingenti somme per gli accordi
quadro di programma. Ma siamo sicuri che l’elettrificazione sia la panacea di
tutti i mali? Noi vorremmo sottolineare che, al di là dei nuovi rotabili, per
altro moderni e confortevoli, l’infrastruttura in sé è obsoleta e fatiscente ma
ricordiamo una risposta del tutto italiana e geniale alle infrastrutture
inadeguate, l’ETR Y 0160, meglio conosciuto come “Pendolino”. Questo formidabile
treno, progettato e costruito in versione elettrotreno o a propulsione diesel
dalla Fiat Ferroviaria, era in grado di percorrere normali tratte ferroviarie a
una velocità del 25-30% superiore rispetto a quella dei convogli tradizionali,
grazie a specifiche apparecchiature che inclinano la cassa verso l’interno delle
curve. In Germania il progetto, che di fatto era il primo treno ad alta
velocità, venne rivisitato e utilizzato fra Norimberga, Hof, Bayreuth, Weiden e
Furth im Wald con un incremento di fruitori superiore al 40%. Aggiungiamo in
oltre che questo treno era disponibile anche in versione Diesel-elettrica,
raggiungeva i 222 km/h
ed era in grado di far fronte alle peggiori situazioni infrastrutturali in piena
sicurezza.
Michele Peyretti – Agosto 2011

