Periodico quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio

sede: Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - Autorizzazione del Tribunale di Aosta n° 2 del 18 marzo 2008 

 

Eiapopeia, la “ninna nanna” in mostra al Museo Archeologico Regionale di Aosta. 

Alla pittura di Paul Klee, poliedrico artista tedesco del secolo scorso che teorizzò la creatività, la fantasia, l’anticonformismo che divennero nella sua opera un modello cui ispirarsi, è dedicata la mostra “Eiapopeia” che nella sua lingua madre significa “ninna nanna”. Il tema è l’infanzia, con la fantasia e la libertà espressiva di quell’universo che ha sempre attratto Klee per le sue caratteristiche primordiali. La mostra, curata da Alberto Fiz, è ospitata presso il Museo Archeologico Regionale di Piazza Roncas ad Aosta ed è stata realizzata dall’Assessorato regionale alla Cultura in collaborazione con il Zentrum Paul Klee di Berna e la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano. Presenta 130 opere tra dipinti, tecniche miste, acquerelli e disegni, accompagnate dalla serie di marionette realizzate da Paul Klee per il figlio Felix. L’insieme delle opere esposte, che annovera anche opere mai esposte prima, testimoniano l’attrazione dell’artista per le forme semplici, ma al contempo evocatrici, di fantasie e incantamenti e di una primitività che l’artista spiega come “disciplinata riduzione del tutto a pochi tratti”. Il curatore della mostra, lo storico dell’arte Alberto Fiz, ci spiega come viene affrontato l’approccio con Klee nella mostra: “Viene affrontato attraverso una grande selezione di opere delle sue esperienze inconsce di quando lui aveva 3-4 anni fino alle opere dell’ultimo anno della sua vita, il 1940. Una grande rassegna piena di sorprese dove c’è il teatrino che Klee aveva realizzato per suo figlio Felix, con una serie di capolavori molto importanti, e soprattutto una visione del mondo che Klee affronta attraverso l’infanzia mai convenzionale, che non è l’Eden o il paradiso perduto, ma è davvero un atteggiamento nuovo nei confronti del visibile. Klee ha la capacità di rendere visibile attraverso quel segno inconscio legato all’infanzia che non è condizionato dal principio razionalista dell’adulto e dunque ogni opera è davvero una creazione inedita e non c’è niente di convenzionale all’interno di questa mostra che va proprio guardata così. Queste 130 opere sono un viaggio lenticolare all’interno del mondo di Klee, dove si incontrano i suoi angeli, i suoi ritratti, le caricature, i paesaggi e le figure legate al mondo intermedio, ovvero a quelle entità divine a cui Klee si ispira nell’ultimo periodo della sua produzione, e quindi una mostra piena di sorprese, di emozioni e anche di ironia”. D’altra parte fu lo stesso Klee a suggerire il senso della sua opera quando disse: “I signori critici dicono spesso che i miei quadri assomigliano agli scarabocchi dei bambini. Potesse essere davvero così! I quadri che mio figlio Felix ha dipinto sono migliori dei miei.” Il benvenuto nell’esposizione ce lo dà un disegno eseguito da Klee all’età di quattro anni, intitolato Bambin Gesù, e si conclude con una composizione del 1940, Uomo e albero, dove l’artista, con piena consapevolezza, tende ancora verso forme elementari mantenendo intatta l’ispirazione infantile. Collaterale e contestuale alla mostra è il percorso multimediale che propone proiezioni dei primi cortometraggi dei fratelli Lumière sull’infanzia, in una relazione diretta con gli anni di formazione di Klee. Una porta su Klee padre e artista si apre con le marionette realizzate da Klee per il figlio Felix tra il 1916 e il 1925, dove si svela il mondo immaginario in cui  l’artista realizza i propri personaggi utilizzando ogni tipo di materiale, da frammenti di abiti usati a gusci di noce, dal cartone alle prese elettriche, creando un’infinita serie di assemblage che strizzano l’occhio con ironia alle avanguardie storiche, siano esse Dada o il Bauhaus. L’Assessore regionale alla Cultura Laurent Viérin ha spiegato come la mostra “Eiapopeia” si inserisce nella programmazione dell’Assessorato regionale alla Cultura per un’offerta culturale regionale che guarda al turista e al residente: “Intanto portare grandi nomi, in questo caso un’unica data italiana di un grande evento internazionale, significa per noi offrire ai valdostani, ma anche ai turisti, una grande stagione espositiva che, coordinata e integrata con la proposta di eventi e nei nostri siti culturali, dell’Aosta medievale e dell’Aosta romana, significa puntare su un turismo culturale in una stagione estiva che già si sta affermando su questa filiera e sicuramente portare la Valle d’Aosta e il nome della Valle d’Aosta nei grandi circuiti internazionali di arte e cultura. Quindi significa continuare ad investire, anche soprattutto in un momento di crisi, sul settore cultura e cercare di rilanciare il settore culturale e le nostre località.”

G.C. – 3 luglio 2011