Periodico quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio

sede: Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - Autorizzazione del Tribunale di Aosta n° 2 del 18 marzo 2008 

 

Il “Direttore” ricordo Elio

Nella vita di ogni persona ci sono uomini che lasciano una traccia profonda, un ricordo indelebile, uno di questi è il prof. Reinotti. Il “Direttore” così lo chiamavo io, come tanti altri abitanti di Pont Saint Martin e Donnas, Ellio è improvvisamente mancato lo scorso venerdì 15 luglio. A differenza dei miei interventi precedenti desidero soffermarmi su un uomo che ha dato molto di se stesso alla nostra Comunità, alla Valle d’Aosta. Chi era Elio Reinotti? Per tutti, il direttore didattico delle scuole elementari di Pont, dove ha visto passare e crescere intere generazioni di banbini che poi sono diventati adulti riconoscendo ad Elio il valore aggiunto della bontà in persona. Uomo di profonda cultura, sempre impegnato nel difendere i valori della famiglia, cristiano cattolico convinto e praticante, amministratore pubblico di Donnas negli anni ottanta, e attualmente presidente riconfermato della Biblioteca di Donnas. E ancora, Reinotti uomo di riferimento dell’oratorio interparrochiale di Donnas e Pont Saint Martin al quale ha dedicato grandi energie nel corso della sua vita senza mai tralasciare la sua cara consorte e il suo adorato figlio.

Elio ha tenacemente difeso il particolarismo della Vallèè, intelligentemente, evitandone la strumentalizzazione politica, evitando il compromesso del “ni droite ni gauche” e soprattutto non nascondendo le sue opinioni. Suo è l’inciso nel quale segnala i pericoli che sta correndo il patois ed il francese così recentemente descritto: Ora che il patois è accolto a scuola, dove si può imparare a scriverlo, si sta indebolendo il suo uso corrente, tanto che si è pensato ad una legge regionale di tutela. Qualche segnale di pericolo, secondo me, si profila anche per la lingua francese che, da più di sessant’anni, si insegna a scuola, in teoria come lingua viva, in realtà come materia scolastica. Dal bilinguismo si è passati al plurilinguismo, all’apprendimento di una terza lingua, in particolare della lingua inglese. La conoscenza di tale lingua è oggi indispensabile per chi vuole essere cittadino del mondo. Purtroppo, l’introduzione a scuola del plurilinguismo rischia di stabilire un’involontaria gerarchia tra le lingue d’uso che può condizionare negativamente la conservazione della cultura locale…”

Il prof. Reinotti, dicevo uomo di grande cultura, attento al passato storico della nostra regione, e come si è letto, preoccupato del presente, ma fermamente convinto che non si deve e non si può dimenticare chi ha dato del proprio alla Valle, impegnandosi seriamente per migliorarla. Così scriveva Ellio dei nostri insegnanti di montagna, un giusto riconoscimento, tardivo in molti casi, ai maestri con la “M” maiuscola, troppo in fretta dimenticati, che tanto hanno dato alle nuove generazioni e così descritti: “Mais… où sont les maîtres d’antan? 
Qualcuno è stato immortalato nelle targhe che denominano le strade dei nostri paesi, a perenne ricordo dell’apprezzato lavoro svolto per lunghi anni nelle scuole elementari. La maggior parte ormai dei residenti e qualche curioso turista si chiede: “Chi era costui?”. Così accade a Donnas per il maestro Rocco Janin, il quale ha istruito e educato generazioni di donnassins, tanto appassionato e convinto della propria collaudata didattica da scrivere, far stampare e adottare un proprio libro sussidiario.
Altrettanto avviene a Champoluc, dove gli amministratori comunali, memori della lunga e benemerita attività magistrale di Jean-Baptiste Dondeynaz, gli hanno dedicato la principale via del paese. Non l’ho conosciuto personalmente, ma ne ho sentito parlare con stima, affetto, ammirazione e riconoscenza da quanti l’hanno avuto come maestro.
Alcune di queste prestigiose figure di maestro/a sono ancora vive e impegnate al servizio della comunità: collaborano a varie iniziative culturali, al mantenimento delle tradizioni, alla ricerca storica, linguistica, etnografica; sono impegnati nel sociale, nelle istituzioni, nel volontariato; scrivono su giornali e riviste; pubblicano libri. Altri purtroppo sono scomparsi lasciando sincero rimpianto e grato ricordo in chi ha beneficiato del loro servizio generoso e multiforme.
A quando una via, un piazza o una scuola intitolata a Lucio Duc (Arnad), a Orfeo Zanolli e a Gioconda Lazier Vercellin (Lillianes), ad altri benemeriti maestri di scuola, di cultura, di civico impegno nei diversi, rispettivi paesi?” Ecco chi era in poche righe il “Direttore”, un caro amico, un uomo libero un uomo di fede incrollabile, un compagno di ideali politici e lunghe serate di confronti di grande esperienza, e la Chiesa di Donnas gremita da centinaia di amici riconoscenti, l’altro ieri lo ha salutato riconoscente per un’ultima volta. Grazie Ellio.

Ennio Jr Pedrini