
Periodico di approfondimento del Centro Studi Nuovo Millennio
Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Alberto Papagni,
Maria I. Tardugno, Marco Casazza - Giancarlo Bonomelli - Lorenzo Tinetti - Autorizzazione del Tribunale di Aosta n° 2
del 18 marzo 2008 - sede: via Circonvallazione 161- Verrés (AO), tel.
01251892266 - 01251890130 mobile 3491012016 - e-mail:
info@lavoixduvald'aoste.it
Ambiente: Rendiconto nivometereorologico
dell’inverno 2010 – 2011
Un andamento
segnato da alcuni fatti eccezionali quello della stagione 2010 – 2011 tra i
quali citiamo la nevicata del 6 dicembre, con
70 cm caduti nella Valdigne e 50 cm ad Aosta e la nevicata
anomala del primo giugno con uno sbalzo di 25 gradi in 24 ore e la nevicata di
Morgex, con precipitazioni nevose fino ai 700 metri di quota. Fu un
accadimento senza precedenti , ma già tra il 7 e il 10 aprile si era verificata
un’altra anomalia quando la centralina di rilevazione di Saint-Christophe segnò
una temperatura massima di 31 gradi e una minima di 17. Durante la conferenza
“Acqua, neve, ghiaccio: conoscere i dati per difendere il territorio”
organizzata dall’Assessorato regionale delle opere pubbliche, difesa del suolo e
edilizia residenziale pubblica, sono state evidenziate queste ed altre anomalie
e la sintesi meteorologica dell’inverno scorso con precise indicazioni
sull’evoluzione dell’ambiente glaciale valdostano nel 2011 e dei fenomeni
conseguenti. L’Assessore regionale opere pubbliche, difesa del suolo Marco
Viérin ha commentato: “Più che sull’Assessorato si riflette su tutti i
settori dell’Amministrazione e sulle associazioni che dovrebbero utilizzare al
meglio i dati che noi riusciamo a fornire. Mi riferisco alle associazioni che si
occupano di turismo, ad esempio, perché quando parliamo di meteorologia, di
nivologia, di glaciologia noi parliamo di elementi che toccano la vita di tutti
coloro che vivono la montagna, anche nei momenti di svago, a livello turistico.
Questo è un lavoro che stiamo facendo da alcuni anni, per fornire dati certi e
rendere la montagna più sicura, pur sapendo che il rischio zero non esiste. È
vero anche, non dimentichiamolo, che quando si conosce meglio, si rischia di
meno. Quindi il nostro obiettivo è fornire maggiore consapevolezza a tutti, a
partire da chi deve lavorare sulla base di questi dati e, poi, da chi vive la
montagna.” Il riferimento alle
valanghe era d’obbligo soprattutto perché, a causa degli sbalzi termici verso
l’alt, il livello di pericolo di grado 3 e 4 nel mese di dicembre è
divenuto una costante e dopo la pausa di gennaio e febbraio, il mese di marzo ha
riportato il grado di pericolo valanghe a livello 4 dopo le abbondanti nevicate.
Più pacata la posizione di Raffaele Rocco, Coordinatore Dipartimento difesa del
suolo e risorse idriche: “Per fortuna è stato un anno abbastanza ricco di
precipitazioni nevose con un numero di valanghe non eccessivo. Tutti ricordiamo
la stagione invernale di due anni fa, sicuramente più gravosa. Per quanto
riguarda invece gli altri dati presentati, viene fatta una piccola anticipazione
sull’andamento del clima nel corso del 2011, in attesa di
pubblicare un compendio dei dati confrontati anche con le serie storiche, quindi
con il passato. Sicuramente questi elementi sono importanti per capire dove ci
collochiamo oggi: un cambiamento è in corso, ma l’entità e le dimensioni di
questo cambiamento non sono ancora così ben chiare e ben definite. Certamente,
l’attività svolta, sia dal punto di vista meteorologico sia dal punto di vista
niveo logico, ci offre gli elementi per interpretare meglio quello che sta
succedendo.” Attesa ma non per
questo meno preoccupante la relazione sui dati forniti dalla Fondazione
Montagna Sicura che rileva il progressivo arretramento dei fronti dei ghiacciai
che si ritirano mediamente di 15 metri all'anno. Nel 2011
la riduzione del loro spessore, a 2.800 metri di quota, è
stata di circa 3,46 metri,
con minimi di 0,92 metri
sul Rutor e massimi di 5,88 sul Thoula. Dati resi ancora più preoccupanti dai 23.000 metri cubi
di ghiaccio crollati da maggio a luglio dal seracco delle Grandes Jorasses. “Questi
sono indicatori di come sta evolvendo il clima e, in questo senso, purtroppo le
notizie non sono buone perché stiamo assistendo a un rapido arretramento di
tutti i ghiacciai valdostani. Tuttavia, è necessario capire quali sono le
dimensioni di questo fenomeno e come queste si correlano alle previsioni
meteorologiche e alle precipitazioni nevose, elementi necessari per comprendere
la direzione che in cui stiamo andando.” – ha concluso il Coordinatore
Dipartimento difesa del suolo e risorse idriche Raffaele Rocco.
Andrée Argent

