
Periodico quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio
sede: Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - Autorizzazione del Tribunale di Aosta n° 2 del 18 marzo 2008
Il
DOP OUT del prosciutto, a Saint-Rhemy-en-Bosses e salta la fiera
Un’imprevista impennata delle vendite del celebre e premiato Jambon de Bosses, prosciutto crudo Dop della valle del Gran San Bernardo, ha svuotato i magazzini della cooperativa Thybias Baucii, così il previsto evento enogastronomico del 12 agosto è stato forzatamente annullato. No DOP, no party vien da dire, ma se dal punto di vista turistico è un peccato, da quello pratico significa che il pregiato prodotto valpellinense registra una confortante richiesta sul mercato. Ma come mai si sono azzerate le scorte? Lo spiega Edi Avoyer, presidente della cooperativa che riunisce i piccoli produttori del VdA Jambon de Bosses Dop. Dopo due anni di contrazione della domanda a causa della crisi economica, che avevano causato la riduzione della produzione, la domanda è ripartita, superando addirittura quella precedente così: “Siamo rimasti senza prosciutti. – ammette candidamente Edi Avoyer - Può sembrare un paradosso ma il fatto di avere pochi prosciutti a disposizione ora è dovuto proprio al successo che il nostro prodotto sta avendo sul mercato italiano e internazionale.” In epoca di grandi “tarocchi” internazionali, quest’ammissione è la migliore conferma della qualità autoctona del prosciutto Dop, un prodotto genuino, stagionato nei villaggi alpini della Valpelline, che prevede un rigido disciplinare con una speciale tecnica di produzione e di salatura, con l'aggiunta di timo ed erbe aromatiche, e per il quale serve quasi un anno e mezzo di lavoro. Sicuramente il prosciutto di Saint-Rhemy-en-Bosses non è frutto del globalismo.
Maria I. Tardugno – agosto 2011