
Periodico quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio
sede: Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - Autorizzazione del Tribunale di Aosta n° 2 del 18 marzo 2008
Interventi
per le opere di protezione, approvato il piano pluriennale.
La prima fase del Piano pluriennale di interventi finalizzati alla realizzazione di opere di protezione dei centri abitati e delle principali infrastrutture da colate di detrito, frane e inondazioni, è stata approvata dalla Giunta regionale con un fondo triennale del valore complessivo di 30,9 milioni di euro, di cui 8,9 milioni di euro per il 2011. L’importanza di questo atto, al di là dell’ovvio impegno per la salvaguardia del territorio, è dovuta al fatto che esso è il primo passo per un diverso approccio alle problematiche della difesa dai rischi idrogeologici, quali le frane. Con questa delibera si introduce il concetto del “rischio accettabile” e sostenibile sia dal punto di vista sociale che economico, negli interventi di difesa dai rischi idrogeologici. La logica della massima cautela e del rischio zero in montagna vengono superati da questa concezione che tiene conto, oltre tutto, del fatto che almeno per alcune tipologie di rischio, quali le inondazioni e le valanghe, si possono individuare sia siti a rischio che segnali premonitori degli eventi calamitosi. A tal fine è stato creato il sistema di allertamento del Centro funzionale regionale che opera presso l’Assessorato alle opere pubbliche e, monitorando il territorio, prevede i rischi dei probabili dissesti nelle aree. Questa capacità di previsione non si estende a improvvisi crolli di roccia, tuttavia è possibile rilevare l'esistenza situazioni potenzialmente pericolose anche se non collocabili temporalmente. Al catasto regionale dei dissesti sono registrate 1604 le situazioni “note” in siti che vengono ritenuti a rischio e nel complesso l’82% del territorio valdostano è a rischio di frane, il 44% dell’intero territorio regionale è classificato come ad elevato rischio e il 38% a medio rischio di frana. L’Assessore Marco Viérin spiega: “Con questi dati si comprende come sia impossibile controllare tutto e prevenire ogni tipo di dissesto, a meno di non chiudere le vallate della nostra regione. Risulta quindi molto difficile conciliare le esigenze di tutela dai rischi idrogeologici con la possibilità di una normale vita sociale ed economica per coloro che vivono nelle vallate alpine.
La politica deve però riappropriarsi del suo ruolo di
pianificazione dello sviluppo sociale di un territorio, e, partendo dagli
obblighi dell’attuale legislazione in materia, improntata alla massima cautela,
deve sviluppare adeguate linee di azione che tengano in dovuta considerazione le
esigenze delle popolazioni che vivono in montagna. Si ritiene che questo
obiettivo sia conseguibile se si punta a definire dei livelli di rischio
idrogeologico accettabili e a migliorare progressivamente i livelli di
sicurezza. Il miglioramento progressivo delle condizioni di sicurezza del
territorio, per quanto tecnicamente possibile, deve poter avvenire anche per
fasi successive, quando non è tecnicamente o economicamente immediatamente
fattibile e temporalmente funzionale un unico intervento risolutivo, realizzando
quanto più possibile e tecnicamente fattibile nel minor tempo possibile. La
deliberazione approvata prevede necessariamente di avviare il processo di
modifica della strategia regionale in materia di difesa dai rischi idrogeologici
andando ad adeguare il Programma regionale di previsione e prevenzione dei
rischi idrogeologici, che era stato approvato con la deliberazione della Giunta
regionale del 29 dicembre 2006, n.
Piergiuseppe Pogliano – agosto 2011