
Periodico quindicinale
del Centro Studi Nuovo Millennio
sede:
Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore:
Michele Peyretti -
redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte -
Autorizzazione del Tribunale di Aosta n° 2
del 18 marzo 2008
Vini
di Montagna, al concorso i più premiati sono i vini valdostani
Alla
diciannovesima edizione del Concorso internazionale dei vini di montagna,
cui hanno partecipato circa 530 vini provenienti da 10 Paesi Europei,
la Valle
d’Aosta fa cappotto con ben otto medaglie d'oro e 14 d'argento, attestandosi
come la migliore regione italiana nella produzione di vini di montagna di alta
qualità. Dopo anni di ricerca, lavoro dei migliori enologi e fatiche nella cura
delle viti e selezioni delle uve, la nostra Regione ottiene un meritato
riconoscimento che, senza dubbio, avrà una benefica ricaduta sulla
commercializzazione ed esportazione dei vini valdostani. Il CERVIM dal 1991 il
organizza il Concorso Internazionale Vini di Montagna con lo scopo di
valorizzare e premiare i
vini prodotti in
zone di montagna o caratterizzate da condizioni orografiche difficili.
Il giudizio è severo e significativo, infatti il punteggio è assegnato da
apposite commissioni di degustazione, formate da tecnici del settore,
degustatori esperti e giornalisti specializzati italiani e stranieri, secondo i
criteri fissati dall’OIV (Organisation Internationale de
la Vigne
et du Vin) le qualità organolettiche di centinaia di vini provenienti da tutto
il mondo. Il marchio “Viticultura eroica” è ormai un segno distintivo conosciuto
da intenditori ed estimatori del frutto di Bacco e ottenere il massimo punteggio
in graduatoria è un traguardo ambito e sinonimo di qualità. Quest’anno si sono
avuti ottimi risultati anche per la Sicilia (una Gran medaglia
d'oro, sei medaglie d'oro e 10 d'argento), la Lombardia (sei medaglie
d'oro e 11 d'argento), il Trentino (tre medaglie d'oro e nove d'argento), il
Veneto (due medaglie d'oro e sette d'argento); seguono, nell'ordine, Alto Adige,
Campania, Abruzzo e Toscana, Piemonte e Calabria. A livello internazionale
segnaliamo la Germania
con due Gran medaglie d'oro, 19 d'oro e 5 d'argento, poi
la Svizzera
con cinque ori e 15 argenti; infine la Francia con quattro ori e due argenti, e la Spagna con tre ori e sette
argenti. In totale sono state assegnate 162 medaglie, tra cui tre Gran Medaglia
d'Oro (punteggio superiore ai 94 punti), 64 medaglie d'oro e 95 medaglie
d'argento. La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 20 agosto, alle 10.15,
nel Palazzo Municipale di Aosta. Quest’anno il concorso è tornato al suo
palcoscenico originale, nel capoluogo regionale in concomitanza con Expovins,
la biennale enologica che celebra la variegata produzione regionale,
caratterizzata da piccoli numeri, ma grande qualità.
Expovins è uno dei fiori
all’occhiello dell’Assessorato dell’agricoltura e risorse naturali e il suo
ritorno ad Aosta è stato così salutato dall’Assessore all’agricoltura e risorse
naturali Giuseppe Isabellon: “Torna ad Aosta per una condivisione unanime,
innanzitutto con il comune di Aosta, che ha caldeggiato questo ritorno, in
quanto la presentazione dei nostri vini di qualità sicuramente sarà gradita
anche da chi viene a visitare la città per motivi turistici. Poi c’è stata una
condivisione in particolare con i viticoltori, i produttori, le cooperative (qui
nell’esposizione sono rappresentate tutte e sei) e credo che questo sia il
messaggio più importante, perché avere nel salotto buono di Aosta l’esposizione
dei vini della Valle d’Aosta credo che sia un punto di merito, un riconoscimento
per tutta la nostra agricoltura e in particolare, naturalmente, per il settore
della viticoltura.” Questa
kermesse che si intitola “I migliori vini sulla piazza” e si svolge da venerdì 19 a domenica 21 agosto, vede
la partecipazione, nei 42 stand presenti, di 33 viticoltori in rappresentanza di
6 cooperative e 27 case vitivinicole private dell’Alta, Media e Bassa Valle.
Nella piazza Chanoux, accanto ai prodotti vinicoli, trovano un’importante
vetrina anche i prodotti agroalimentari del territorio, formaggi e fontine,
carni valdostane, prodotti da forno, frutti, marmellate, mieli, grappe,
distillati, liquori, salumi, insaccati e prosciutti. Il momento di spettacolo
più tradizionale si avrà sabato 20 con il palio delle botti dove i partecipanti
fanno rotolare pesanti botti nelle vie del centro storico, con l’accompagnamento
musicale delle bande municipali di Aosta e Chambave. Al di là del richiamo
turistico e culturale, Expovins è punto di riferimento per tutto il mondo della
produzione agroalimentare e dell’allevamento. Corrado Adamo, della Direzione
produzioni vegetali dell’Assessorato dell’agricoltura spiega: “C’è la
premiazione del 19esimo Concorso internazionale dei vini di montagna curato dal
Cervim, al quale abbiamo dato il supporto necessario, che si svolgerà sabato nel
palazzo ducale del Comune di Aosta, e poi alcune iniziative meno importanti come
impatto e richiamo però sicuramente interessanti, come la presenza di
un’associazione di volontariato che farà una raccolta di fondi per promuovere il
vino del sorriso, realizzato in Valle d’Aosta da ragazzi diversamente abili.
Quindi speriamo che questo ritorno ad Aosta dia grande importanza
all’iniziativa, in un momento in cui sono ancora presenti i turisti, che
richiameremo ad Aosta tramite delle corse aggiuntive dai diversi paesi della
Valle, in accordo con l’Assessorato dei trasporti”.
Collateralmente si svolge nella sala espositiva di Finaosta, in via
Festaz 22 la mostra intitolata “Souvenirs
de notre terre”,
esposizione curata da Emiro Marcoz che racconta l’evolversi della coltura e
cultura vinicola, della promozione della produzione, della ricerca enologica,
della consapevolezza di un sapere legato al territorio e ai suoi abitanti. “Si
tratta di una mostra - spiega
Emiro Marcoz, Curatore della mostra - che vuole ricordare gli anni in
cui la città di Aosta, a partire dal
1968, ha iniziato l’avventura dell’esposizione dei vini.
C’è anche una piccola antologica, una ricerca di tutti i vini valdostani che già
negli anni antecedenti avevano dato lustro alla Valle. Siamo riusciti a creare
un bel percorso museale, per cui ci saranno dei bellissimi pezzi della nostra
agricoltura valdostana, che esprimono il grosso lavoro e l’impegno dei
viticoltori, perché il lavoro della coltivazione della vite è un lavoro duro ma
che permette al nostro territorio di essere sempre più bello. Quindi mi auguro
che questa retrospettiva sia anche prospettiva, perché reputo che la storia è
memoria, e la memoria serve a crescere.”
In questi momenti difficili in cui la crisi europea mette a rischio le piccole
realtà locali, una manifestazione come il Concorso internazionale dei
vini di montagna e Expovins
riaffermano, al contrario, la vitalità e importanza della tradizione e
produzione autoctona come migliore espressione dell’imprenditoria sana e
intelligente.
Roberto Chiaramonte. - agosto 2011

