
Periodico quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio
sede: Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - Autorizzazione del Tribunale di Aosta n° 2 del 18 marzo 2008
"L’ecole de mon enfance”, mostra della memoria
della scuola elementare a Issogne
Issogne, paese del Castello dei sogni, offre una mostra molto particolare curata dalla locale biblioteca “L’ecole de mon enfance”.
Varcata la porta ci troviamo nell’aula di una classe elementare del 1925, con i suoi antichi banchi di scuola in legno con il buco porta calamaio.
Le cartelle scolastiche altro non erano che scatole di legno con cinghia di cuoio e sui quaderni si facevano esercizi di “bella scrittura”.
Arredi e materiale didattico provengono da una vecchia scuola di una frazione di Issogne.
La storia ci narra che già nel 1656 nel paese operava una scuola affidata al viceparocco cui spettava il compito “di insegnare o far insegnare alla gioventù a leggere e scrivere, dietro adeguato compenso”.
Il 4 agosto 1751 il cavaliere François Jèrome de Challant assicurò con atto legale una rendita di 32 lire per il mantenimento di un insegnante ed affidò al parroco l’amministrazione della scuola, riservata però ai soli ragazzi, ma già nel 1719 il sacerdote Jean Martin Lucat aveva istituito una classe femminile.
Nel 1860 nacque la prima scuola mista, finanziata dal comune che aprì la sezione nella frazione di Rivière.
Se la nascita della scuola in Valle d’Aosta risale al seicento, è solo nell’ottocento che, grazie allo Statuto Sabaudo del 1822, si arrivò ad un’istituzione organica con regole uniformi per materie di insegnamento, durata dei corsi, preparazione degli insegnanti.
Nel 1923 la riforma Gentile istituì le scuole di villaggio che fu migliorata nel biennio 1933-1934.
Oggi, a causa dello spopolamento della montagna, del decremento demografico, dei sistemi di comunicazione stradali, la maggior parte di queste antiche istituzioni ha cessato di esistere ed il loro ricordo rivive nei quaderni, nei libri e negli arredi conservati in polverosi magazzini in attesa di essere rispolverati nelle mostre che ci ricordano i tempi in cui i nostri nonni sedevano sugli scomodi banchi. La mostra, inaugurata il 24 luglio, rimarrà aperta fino al 4 settembre.
Michele Peyretti