
Periodico
quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio
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di Aosta
Economia e lavoro:
Questa la Valle
d’Aosta statisticamente parlando
Il Presidente della Regione Augusto Rollandin ha presentato
“L’Annuario Statistico della Valle d’Aosta 2011” che traccia, in termini
statistici, un ritratto della regione esaminata su dati matematici i
diversi aspetti tematici per fornire uno strumento conoscitivo della società
valdostana. La ricerca elaborata si articola in tre elaborati, l’Annuario in 23 capitoli, Promenade parmi les
chiffres, che espone i dati più significativi in un’escursione a 360 gradi e
Nota sulla situazione economica e sociale, analisi sintetica della
realtà locale. Quasi tutte le
informazioni sono disponibili sul sito della Regione Valle d’Aosta nella sezione
statistica. Ne emerge un quadro in cui si delineano prospettive ancora difficili
dovute al clima di incertezza e le gravi problematiche non ancora risolte della
fase di recessione che stiamo vivendo. Nel 2011 il permanere di elementi di
squilibrio anche nell’economia e nel mercato del lavoro valdostano non ha
consentito di recuperare appieno i livelli precedenti la crisi. Sulla base degli
indicatori risulta un relativo peggioramento del quadro di riferimento che si
accentua a fine anno con saldi negativi e sensibile rallentamento di economia e
produzione. Tuttavia, a livello nazionale, la regione si colloca ancora tra
quelle in cui meno pesa la crisi e la qualità di vita risulta soddisfacente. Il
modesto incremento del Pil, si attesta al +0,8 per cento mentre per quanto
concerne la domanda si rilevano modesti aumenti per esportazioni e per consumi
cui si contrappongono previsioni negative rispetto al trend degli investimenti e
dell’occupazione. Gravi difficoltà emergono per l’industria con un’elevata
instabilità occupazionale ed un rafforzamento dei fenomeni di criticità
occupazionali. L’impatto della crisi ed il riacutizzarsi di una fase critica si
riflette soprattutto sul mercato del lavoro che fa registrare una contrazione
tendenziale dell’occupazione, a cui si associa una crescita della
disoccupazione. Stazionarie invece la situazione delle imprese extragricole con
una crescita tendenziale del +7,6 per cento nell’export che, però, rallenta
bruscamente a fine anno. Il trend consolidato dei consumi indica una contrazione
e le dinamiche inflazionistiche risultano in crescita, anche se nell’ultima
parte dell’anno le variazioni dei prezzi sembrano attenuarsi.
Lorenzo Tinetti
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