
Periodico
quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio
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redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - in attesa dell'Autorizzazione Tribunale
di Aosta
Tradizioni e
turismo: Fiera di Sant’Orso, tradizione millenaria di grande attualità.
E così anche quest’anno la Fiera di Sant’Orso, giunta
alla sua 1012° edizione, è iniziata alle otto di lunedì 30 con la tradizionale
sfilata della banda municipale di Aosta che, partendo dall’Arco d’Augusto, ha
attraversato il centro storico di Aosta. Quest’anno la benedizione della fiera e
degli espositori, è stata impartita, come sempre, dal neo vescovo e priore di
Sant’Orso Franco Lovignana che ha salutato i mille e 93 espositori. Da .rilevare
che tra essi, ben 940 erano iscritti nella categoria artigianato di tradizione
tra i quali 289 espositori per il settore scultura, 40 professionisti nel
settore dei mobili e, purtroppo, solo 17 partecipanti per gli attrezzi agricoli
e gli oggetti per l’agricoltura. Un dato che balza agli occhi è l’elevato
incremento dei visitatori che hanno scelto il treno per raggiungere il Capoluogo
e che ha triplicato il volume di passeggeri ordinario sulla tratta, a
dimostrazione se ce ne fosse ancora bisogno, dell’indispensabile necessità di
adeguare il mezzo ferroviario alle esigenze della regione. Il sistema di
sorveglianza e di sicurezza anche quest’anno ha fatto capo al Centro Operativo
Misto che impiega hardware e software all’avanguardia per monitorare la
situazione e, trasmettendo le informazioni in tempo reale, consente l’immediato
intervento di tutti gli operatori coinvolti, le forze di polizia, i forestali, i
vigili del fuoco, la protezione civile e il servizio sanitario che sono
coordinati dal Centro. Il servizio sanitario agli espositori e ai visitatori è
assicurato dal 118 che è presente in numerosi punti strategici, in oltre tutto
il percorso Fiera è oggetto di videosorveglianza. Grande spazio hanno avuto i
momenti dedicati all’esibizione di gruppi flokloristici nei molti punti di
animazione e sui palcoscenici di piazza Plouves, piazza Sant’Orso e in piazza
della Cattedrale. Alla tradizionale messa dedicata agli artigiani ha fatto
seguito la premiazione ufficiale con i riconoscimenti speciali in piazza
Sant’Orso. E come sempre grande successo della Veillà des Artisans per le strade
e nelle cantine del centro storico. In tutto sono state circa 160.000 le
presenze nonostante il freddo intenso e quindi ovvia la soddisfazione
dell’Assessore alle Attività Produttive, Ennio Pastoret: “La 1012 edizione della Fiera di
Sant’Orso si chiude con un commento positivo. Anche oggi i numeri dei visitatori
si sono attestati a quelli del secondo giorno dello scorso anno, che era una
lunedì. Sicuramente l’affluenza ha risentito del maltempo e di quella che è
ormai una profonda crisi strutturale dell’economia italianam ma abbiamo comunque
assistito all’arrivo di tantissimi artigiani, stretti dall’abbraccio di una
città di Aosta ch, ancora una volta, ha saputo organizzarsi al meglio per
ospitare la fiera. In molti mi hanno chiesto come sono andate le vendite. Credo
che questo sia soltanto uno degli aspetti di questa imponente manifestazione. E
ritengo che questa sia una domanda da fare direttamente agli artigiani. Io
voglio fare a questo proposito una riflessione: meno gente può anche significare
più attenzione da parte dei visitatori, così come un pubblico più selezionato e
più interessato. E in conclusione, un ringraziamento sentito e doveroso a tutti
coloro che hanno lavorato e creduto a questa Fiera e mi riferisco al personale
dell’assessorato e più in generale di tutta l’amministrazione regionale, così
come agli operatori delle forze dell’ordine, al 118, ai vigili del fuoco, ai
forestali e ai tanti volontari. Se anche quest’anno abbiamo potuto avere questi
due giorni di festa è per il contributo di tutti.” E il Presidente della
Regione Autonoma Valle d’Aosta Augusto Rollandin ha così espresso il suo saluto
a questa edizione: “Un anno in più per questa millenaria fiera, un anno
sicuramente importante, la più importante per la nostra regione, conosciuta non
solo in Valle d’Aosta, ma anche in Italia e in tutta Europa. Abbiamo richieste
di gente che viene da ovunque, proprio perché è un unicum. Noi siamo convinti
che questo evento possa essere effettivamente la giusta valorizzazione della
cultura della nostra regione, della tradizione, con la modernità che alcuni
artisti hanno saputo innestare in questo sistema molto collaudato. Facciamo i
complimenti a tutti quelli che lavorano durante tutto l’anno per farci fare
bella figura durante questa manifestazione.”
Roberto Chiaramonte
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