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Periodico quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio

sede: Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - in attesa dell'Autorizzazione Tribunale di Aosta 

Agricoltura e risorse naturali: Far rivivere l’antica tradizione della cerealicoltura valdostana

C’erano una volta i cereali coltivati con fatica e amore nella nostra valle e che si ritrovano nei sapori più antichi e autentici della nostra cucina, così come nelle stagere degli animali domestici che popolavano le stalle. La così detta era moderna, quella del confezionato, pronto, insaccato, liofilizzato, ha dissuaso la maggior parte degli agricoltori ad impegnarsi nella coltura di questi indispensabili cereali. Nell’ambito del progetto Saveurs d’Hauteur, che è parte del PianoTransfrontaliero Integrato dell’Espace Mont-Blanc, si è voluta proporre la valorizzazione e commercializzazione di prodotti della filiera agroalimentare di montagna all’interno del programma comunitario Alcotra 2007-2013. Al progetto partecipano i cugini delle vallate francesi e svizzere, il CNA Confederazione Nazionale dell’Artigianato Valle d’Aosta e i Comuni di Morgex e di Pré-Saint-Didier. A Morgex si è svolto lunedì 6 febbraio l’evento conclusivo cui hanno partecipato gli Assessori al territorio e ambiente Manuela Zublena e all’agricoltura e risorse naturali Giuseppe Isabellon. È singolare che nell’epoca della globalizzazione e dell’informatica si riscoprano le antiche tradizioni rivisitandole e ponendo le basi per operazioni commerciali di successo. È il caso del progetto pilota condotto nella Valdigne dove è stata rilanciata la coltivazione dei cereali, compresi segale e frumento, che hanno a loro volta rivalorizzato la panificazione del pane nero tradizionale e di dolci locali, la produzione di farine per uso domestico o ancora di birre artigianali. Ecco dunque come con intelligenza e fantasia è possibile riscoprire antiche tradizioni e creare dal passato opportunità lavorative e di ricchezza estremamente moderne. Ma lasciamo la parola ai due Assessori che si dono fatti promotori dell’iniziativa: “Il lavoro svolto nell’ambito del PIT dal progetto Saveurs d’Hauteur – spiega l’Assessore Zublena – ha declinato nel concreto i principi dello sviluppo sostenibile, che non sono quindi concetti astratti, ma tracciano la via per un intervento combinato e coordinato tra attori locali, enti pubblici e associazioni di categoria. Lo sforzo e il ruolo dell’Assessorato al territorio e ambiente contribuiscono ad ideare progetti che, grazie al sostegno dei Fondi europei, coinvolgono gli abitanti e il territorio dell’Espace Mont-Blanc, per promuovere uno sviluppo sempre più maturo e consapevole e in grado di coniugare la qualità ambientale con l’aumento della qualità della vita per chi lavora e vive in montagna.” Si ripropone la già sperimentata filosofia da noi sempre sostenuta della valorizzazione delle produzioni autoctone e della difesa dei valori e tradizioni che sono le radici della nostra cultura e che per secoli hanno sostenuto l’economia delle nostre terre e che anche oggi sono di indiscutibile importanza. Come delinea l’Assessore Isabellon queste ricchezze possono e devono trovare una loro collocazione nel contesto del nostro mondo anche troppo globalizzato: “C’è piena condivisione sulla linea della concretezza dei progetti cofinanziati dalla UE per mettere in atto un gioco di squadra tra Regione, Comuni e realtà locali, capace di offrire risposte valide e un futuro all’agricoltura di montagna, integrata con gli altri settori economici quali il comparto turistico e dell’ospitalità. Nell’ambito di questo progetto si sono potute misurare esperienze diverse tra loro, ma tutte animate dall’esigenza di garantire interventi mirati e concreti, nei quali gli attori locali giocano un ruolo primario, perché senza il loro coinvolgimento sarebbe impossibile arrivare al successo delle attività e degli obiettivi di progetti come Saveurs d’Hauteur. La difficoltà di gestione del territorio montano, l’esigenza di un suo presidio costante, la necessità di lavorazioni moderne e meccanizzate richiedono capacità di sperimentazione e di innovazione, unica via per dare una risposta anche economica alle attività zootecniche e agricole in montagna.” Queste positive realtà però devono uscire dall’ambito di progetto pilota, come ha specificato l’Assessore Zublena: “Saveurs d’Hauteur è il primo dei progetti PIT a concludersi ed è anche il primo banco di prova per verificare la possibilità di proseguire le azioni e gli eventi già realizzati, come ad esempio il Marché Agricole di Morgex o l’evento enogastronomico Les Goûts du Mont-Blanc di Pré-Saint-Didier. Il valore aggiunto generato dal progetto, la creazione di una rete tra i partner, il recupero di antiche pratiche agricole, la valorizzazione di prodotti che altrimenti rischiano l’estinzione, le ricadute economiche per gli operatori locali, sono caratteristiche che aprono prospettive future e nuovi scenari di collaborazione tra enti pubblici territoriali, imprenditori ed attori locali.” E le scelte del Governo Autonomo della Regione Valle d’Aosta, sono perfettamente in linea con questi obiettivi di crescita indissolubilmente legata ai valori della nostra cultura applicati ad una moderna economia capace di evolversi senza rinnegare la nostra dignità e identità.

Michele Peyretti

 

Roberto Chiaramonte

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