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Periodico quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio

sede: Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - in attesa dell'Autorizzazione Tribunale di Aosta 

Economia e politica: Autotrasporto, ne parliamo con Sandra Forzoni 

Onestamente il temuto blocco dell’autotrasporto in Valle non si è quasi sentito nemmeno a livello di rifornimento dei carburanti. Ciò non di meno, come affermato da molti autotrasportatori della Regione, la situazione si fa sempre più difficile e spesso drammatica per gli operatori del settore. Se al caro gasolio si aggiunge il folle aumento della tratta autostradale del 14,47% applicato dalla SAV, si capisce come la protesta sia comprensibile e giusta. Ne abbiamo voluto parlare con Sandra Forzoni.
Dottoressa Forzoni, Lei è il Segretario Nazionale dell’Associazione Italiana Trasporti Eccezionali e con il suo lavoro ha fatto promuovere alcune fondamentali articoli di legge in materia di trasporti ed in particolare di quelli eccezionali. I gravosi aumenti del gasolio quanto incidono effettivamente sulla sopravvivenza delle aziende, sia piccole che grandi?
Sandra Forzoni “In questo momento, sono drammatici soprattutto se associati ai costi assicurativi, ai  pagamenti del parco veicolare viaggiante; una crescita che avviene  in maniera esponenziale tale da  portare giorno per giorno alla chiusura di centinaia di aziende sul mercato nazionale soprattutto di piccole dimensioni. È ovvio che le grandi aziende possono sopportare meglio gli aumenti, comunque questi causeranno innanzitutto l’aumento dei costi delle merci, cosa che si rifletterà su ogni bene che viaggia su gomma e, in secondo luogo, per far fronte agli aumenti, le aziende si vedranno costrette a tagli economici con inevitabile ricaduta sui posti di lavoro e sulla sicurezza. Per le medio piccole la situazione è ancor più drammatica perché i tempi lunghi per il rimborso delle accise, che nella migliore delle ipotesi è trimestrale, metterà in ginocchio le aziende costringendole alla chiusura. Non dimentichiamo tra le cause, la stretta creditizia delle banche ed i tempi lunghi del pagamento dei servizi, mentre gli operatori devono anticipare in contanti.”
Sulla base di quanto sappiamo delle durissime proteste iniziate in Sicilia ed oggi estesesi al resto d’Italia, qual è il giudizio dell’Associazione che Lei rappresenta?
S.F. “Una delle misure prioritarie governative, e per priorità intendo  attuabili nell’immediato,  sono la riduzione dei costi (rimborso trimestrale degli oneri derivanti dagli incrementi dell’aliquota di accisa sul gasolio) e certezza dei  pagamenti a 60 giorni come recita il decreto. Ma queste misure dovranno essere prese immediatamente, pena il fallimento di moltissime aziende.”
Il movimento dei Forconi chiede che il prezzo del gasolio e della benzina per autotrasportatori, pescatori e agricoltori sia fissato a 0,70 euro come in Francia. Secondo Lei, in base alle accise e alle tasse che gravano sui carburanti, sarebbe compatibile con il costo del carburante al netto?
S.F. “Potrebbe essere stabilito un costo inferiore per il carburante professionale, forse a € 0.70 come in Francia che è un fatto estremamente positivo, ma ancora lontano dal raggiungimento del costo effettivo. Tuttavia i costi nazionali che gravano sul carburante sono legati a troppi fattori che coinvolgono non solo le accise e l’IVA sulle accise, ma tutto il sistema distributivo dei carburanti che di fatto è controllato anche dal cartello dei petrolieri. Non credo, purtroppo che nel nostro paese si possa giungere in tempi brevi ai livelli richiesti dal movimento nato in sud Italia e che si è già  espanso a tutto il resto della penisola.”
Quale politica suggerirebbe, in materia di trasporti, per calmierare il costante aumento del costo del carburante che così tanto ricade sulle merci e, quindi sui prodotti anche primari?
S.F. “Suggerirei una politica di liberalizzazione sulla distribuzione dei carburanti con regolamentazione rivolta ad abbassare i costi alla pompa. È attualmente l’unica via percorribile.”
Voi vi occupate innanzitutto di Trasporti Eccezionali, quindi un caso particolare, ma secondo Lei, non sarebbe possibile e vantaggioso dirottare il traffico merci dal trasporto su gomma ad altri mezzi? E in che stato si trova effettivamente la rete intermodale italiana?
S.F. Per quanto riguarda la tipologia di trasporti che rappresento, certo sarebbe più vantaggioso e anche da un punto di vista ambientalistico meno inquinante il trasporto tra nord e l’estremo sud  dell’Italia, ma attualmente non è possibile. Le nostre navi non sono strutturate e organizzate per assorbire questa tipologia di trasporti e i costi sono altissimi. I cosiddetti HUB aeroportuali sono per lo più ancora a livello embrionale. Per quanto poi riguarda l’intermodalità, cioè lo scambio della veicolazione merci da un sistema di trasporto all’altro, per esempio treno-gomma o nave-treno-gomma, anche se si sono fatti passi avanti negli ultimi dieci anni, è assolutamente insufficiente. Ma non è solo causa delle scelte del passato per il tutto gomma, ci sono ritardi gravissimi nel comparto delle infrastrutture e opere incompiute che, a fronte di costi miliardari, sono rimaste abbandonate e aggravano la situazione. Per esempio la famosa autostrada sull’acqua Mestre Padova. Se l’Italia non migliorerà le infrastrutture, nel corso di pochi anni arriveremo ad un sistema di trasporto non solo inadeguato, ma a rischio di tracollo. Spero di essere stata esauriente.”
E purtroppo non solo il Segretario Nazionale dell’AITE è stata esauriente, ma ha allargato giustamente la problematica affrontando alcuni temi scottanti che pesano su tutto il sistema Italia.
Michele Peyretti.

                                   

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