
Periodico quindicinale del Centro Studi Nuovo Millennio
sede: Verrés via Circonvallazione 161, tel. 3491012016 - 011.781983 - Direttore: Michele Peyretti - redazione: Piergiuseppe Pogliano, Roberto Chiaramonte - in attesa dell'Autorizzazione Tribunale di Aosta
Economia e politica: Autotrasporto, ne
parliamo con Sandra Forzoni
Dottoressa Forzoni, Lei è il Segretario Nazionale dell’Associazione Italiana
Trasporti Eccezionali e con il suo lavoro ha fatto promuovere alcune
fondamentali articoli di legge in materia di trasporti ed in particolare di
quelli eccezionali. I gravosi aumenti del gasolio quanto incidono effettivamente
sulla sopravvivenza delle aziende, sia piccole che grandi?
Sandra Forzoni “In questo momento, sono drammatici soprattutto se associati ai
costi assicurativi, ai pagamenti del
parco veicolare viaggiante; una crescita che avviene in maniera esponenziale tale da portare giorno per giorno alla chiusura
di centinaia di aziende sul mercato nazionale soprattutto di piccole dimensioni.
È ovvio che le grandi aziende possono sopportare meglio gli aumenti, comunque
questi causeranno innanzitutto l’aumento dei costi delle merci, cosa che si
rifletterà su ogni bene che viaggia su gomma e, in secondo luogo, per far fronte
agli aumenti, le aziende si vedranno costrette a tagli economici con inevitabile
ricaduta sui posti di lavoro e sulla sicurezza. Per le medio piccole la
situazione è ancor più drammatica perché i tempi lunghi per il rimborso delle
accise, che nella migliore delle ipotesi è trimestrale, metterà in ginocchio le
aziende costringendole alla chiusura. Non dimentichiamo tra le cause, la stretta
creditizia delle banche ed i tempi lunghi del pagamento dei servizi, mentre gli
operatori devono anticipare in contanti.”
Sulla base di quanto sappiamo delle durissime proteste iniziate in Sicilia
ed oggi estesesi al resto d’Italia, qual è il giudizio dell’Associazione che Lei
rappresenta?
S.F. “Una delle misure prioritarie governative, e per priorità intendo attuabili nell’immediato, sono la riduzione dei costi (rimborso
trimestrale degli oneri derivanti dagli incrementi dell’aliquota di accisa sul
gasolio) e certezza dei pagamenti a
60 giorni come recita il decreto. Ma queste misure dovranno essere prese
immediatamente, pena il fallimento di moltissime aziende.”
S.F. “Potrebbe essere stabilito un costo inferiore per il carburante
professionale, forse a € 0.70 come in Francia che è un fatto estremamente
positivo, ma ancora lontano dal raggiungimento del costo effettivo. Tuttavia i
costi nazionali che gravano sul carburante sono legati a troppi fattori che
coinvolgono non solo le accise e l’IVA sulle accise, ma tutto il sistema
distributivo dei carburanti che di fatto è controllato anche dal cartello dei
petrolieri. Non credo, purtroppo che nel nostro paese si possa giungere in tempi
brevi ai livelli richiesti dal movimento nato in sud Italia e che si è già espanso a tutto il resto della
penisola.”
S.F. “Suggerirei una politica di liberalizzazione sulla distribuzione dei
carburanti con regolamentazione rivolta ad abbassare i costi alla pompa. È
attualmente l’unica via percorribile.”
S.F. Per quanto riguarda la tipologia di trasporti che rappresento, certo
sarebbe più vantaggioso e anche da un punto di vista ambientalistico meno
inquinante il trasporto tra nord e l’estremo sud
dell’Italia, ma attualmente non è possibile. Le nostre navi non sono
strutturate e organizzate per assorbire questa tipologia di trasporti e i costi
sono altissimi. I cosiddetti HUB aeroportuali sono per lo più ancora a livello
embrionale. Per quanto poi riguarda l’intermodalità, cioè lo scambio della
veicolazione merci da un sistema di trasporto all’altro, per esempio treno-gomma
o nave-treno-gomma, anche se si sono fatti passi avanti negli ultimi dieci anni,
è assolutamente insufficiente. Ma non è solo causa delle scelte del passato per
il tutto gomma, ci sono ritardi gravissimi nel comparto delle infrastrutture e
opere incompiute che, a fronte di costi miliardari, sono rimaste abbandonate e
aggravano la situazione. Per esempio la famosa autostrada sull’acqua Mestre
Padova. Se l’Italia non migliorerà le infrastrutture, nel corso di pochi anni
arriveremo ad un sistema di trasporto non solo inadeguato, ma a rischio di
tracollo. Spero di essere stata esauriente.”
Michele Peyretti.
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